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Approfondimento

La storia del Santuario, conosciuto anche come “Madonna dello Spasimo”, ha origine in tempi molto antichi con la venerazione per una scultura miracolosa della Vergine. La scultura, in legno di tiglio, apparteneva alla famiglia Piantello e raffigura la Madonna col cuore trafitto da 7 spade. La venerazione spinse molti pellegrini a raggiungere Postua dalle valli vicine e, verso il 1563, fu costruita una prima cappella decorata da frescanti di scuola gaudenziana con alcune immagini della vita di Gesù. Nel 1584 anche l’arcivescovo di Milano san Carlo Borromeo raggiunse Postua in pellegrinaggio per pregare sull’icona mariana. Nel corso del XVII secolo il prevosto don Giuseppe Mecco decise di far ampliare la cappella e darle maggiore dignità. In accordo con l’architetto Carlo Zaninetti, di Breia, dal 1709 prese avvio la costruzione dell’attuale Santuario, benedetto nel 1719. Oggi il visitatore ammira un edificio elegante, posto in un’ariosa piazzetta poco oltre il palazzo comunale. Il Santuario è anticipato da un portico a sette luci, ritmato da una teoria di colonnine poggiate su un alto dado e slanciate verso le volte a crociera, nel cui mezzo si trova dipinto il monogramma mariano. Al centro della facciata, invece, sta il simbolo del dolore di Maria. Il campaniletto con guglia “a meringa” invita a entrare: la chiesa è illuminata da elegantissime finestre ellissoidali e lobate, e si apre in una navata unica con due cappelle laterali. All'interno la decorazione è affidata a notevoli lavorazioni in stucco. Le statue degli angeli sono opera di Giovanni Antonio Marca di Campertogno (1714). Gli affreschi della cupola e delle pareti furono eseguiti da Valentino Rossetti di Orta (1720-21) in arioso stile barocco; una delle figurazioni più originali è l’albero genealogico di Davide. Pregevoli gli arredi in legno: la scultura di san Giuseppe, il confessionale, il credenzone della sacrestia. L’ultimo importante evento nella vita del Santuario è stata la solenne Incoronazione della Vergine da parte del Vescovo di Vercelli, mons. Pampirio, avvenuta il 15 agosto 1903.

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