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Passeggiata tra le frazioni di Varallo

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Approfondimento

Entrando a Varallo, lungo via Cesare Battisti si incontra una rotatoria che porta ad alcune frazioni. Dopo aver attraversato la regione Crosa, che ospita il vivaio regionale, si svolta a destra per proseguire in direzione di Camasco, Morondo. In passato nei prati che circondano le frazioni sbiancavano le tele, provenienti per lo più dalla Svizzera e dalla Germania, per le quali la città di Varallo era rinomata. In questa attività si fecero notare soprattutto le famiglie Camaschella e Racchetti.

Si guadagna Morondo: il nome deriva da "Mons Rundus" cioè "rabbioso". Nacque come alpeggio di Roccapietra e comprende le località di Oro, Centro e Ronchi, ognuna provvista della sua chiesetta. La chiesa parrocchiale, nella piazza, è dedicata a Sant'Antonio Abate. Dalla strada carrozzabile è visibile anche la chiesa della Madonna delle Pecore eretta, secondo la leggenda, per scacciare le streghe che abitavano i boschi circostanti.

Salendo verso il Sacro Monte e continuando sulla strada carrozzabile si raggiungono Gerbidi e Verzimo. Verzimo ha una splendida chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Anna, edificata in tempi diversi e rimaneggiata varie volte prima di raggiungere le forme attuali. Nel corso del '600 venne terminata con un elegante portico in colonne di granito, e impreziosita con sculture lignee di grande pregio artistico. Gerbidi, invece, saluta il visitatore con la chiesa dedicata a San Rocco e alcuni scorci panoramici sulla valle sottostante.

Dal ponte del Busso, il confine nord di Varallo, si dirama la carrozzabile per le frazioni di Dovesio e Arboerio. Il primo ha una deliziosa chiesetta dedicata a San Bartolomeo, la cui navata fu ampliata nel 1741.

Superato un modesto dislivello si arriva alla frazione di Arboerio da cui si gode di una splendida vista su Varallo, Cervarolo, le falde del Sacro Monte e la piana di Roccapietra. Domina il paese la Villa Eremo, fatta erigere dal Cav. De Luca, il maggior sostenitore della realizzazione della carrozzabile.

Sulla strada provinciale che porta alla Valmastallone troviamo, subito fuori Varallo, Pianebelle. Si tratta di un piccolo nucleo di case immerse nel verde, tra le quali spicca un’azienda agricola a conduzione familiare che produce ancora toma, burro e formaggi freschi con il latte del piccolo allevamento.

Alcuni chilometri dopo Crevola si incontra Locarno, località molto conosciuta in passato per la presenza di miniere di ferro sfruttate dalla famiglia D’Adda. Si tratta di uno dei più antichi paesi valsesiani: un documento lo cita già nel 1083. Stupende la chiesa parrocchiale, l'oratorio della Madonna di Costantinopoli e la cappella di Sant'Anna. In località Roncaglio, sorge un santuario dedicato a Maria Ausiliatrice (1933), sicuramente degno di visita. Famosissimo l'appuntamento gastronomico annuale con la sagra dell'asparago.

Poco oltre si raggiunge Parone, nato come piccolo centro gerosolimitano nel corso dell'XI secolo: con una Bolla del 1184 Papa Lucio III affidava ai padri benedettini cluniacensi la gestione di questi territori. Alla stessa epoca risale la chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo. La popolazione viveva di pastorizia e, con l'arrivo dei cluniacensi, si introdussero le lavorazioni di canapa, lino e tabacco.

L'ultima frazione che si raggiunge attraverso la strada provinciale 299 per Alagna è Valmaggia, con la caratteristica chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena, edificata quasi a picco sul fiume Sesia e lo scenografico Santuario della Madonna dell'Unipiano, eretta sul sentiero di raccordo verso la Cima di Vaso.

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