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61
kmq - Superficie
906
metri - Altezza
25
Luglio - Festa patronale
Rimasco tramonto con panorama del lago artificiale

Territorio

Il comune di Alto Sermenza comprende i centri abitati maggiori di Rimasco e Rima San Giuseppe e le località di Campo Ragozzi, Dorca, Ferrate, Priami, Balmelle, Cà di Zelle, Oro e Rima. Immersa in un bellissimo anfiteatro montano dominato dal monte Tagliaferro (2.964 m) e dalla cascata di Marànc, Rima è il paese più alto della Valsesia e l’ultimo della Val Sermenza, una valle laterale che prende il nome dal torrente omonimo che la attraversa. Dal 1835 formava un Comune unico con San Giuseppe, un grazioso borgo che si incontra poco prima di raggiungere Rima. L’unione dei due comuni non ha cancellato la loro diversa fondazione: mentre San Giuseppe era abitato da genti valsesiane autoctone, Rima venne fondata verso la seconda metà del XIV secolo dalle genti Walser provenienti da Alagna. Il territorio è tutelato dal Parco Naturale Alta Valsesia, grazie al quale il numero e le specie di esemplari vegetali e animali che si possono osservare è davvero molto ricco. In alcuni dei numerosi alpeggi che sovrastano il paese si possono ancora incontrare pastori che producono burro e formaggi dal gusto inconfondibile, acquistabili in loco.

Rimasco sorge invece sulla confluenza di due torrenti, l’Egua e il Sermenza, che danno i nomi alle rispettive valli che attraversano. Nel 1925 venne realizzata una diga a valle dell’abitato che diede vita ad un invaso artificiale utilizzato per la produzione di energia elettrica: tutt’ora il paesaggio di Rimasco è reso inconfondibile proprio dalla fisionomia che questo lago gli conferisce. Rimasco era anticamente abitata da genti autoctone valsesiane. Solo successivamente alla colonizzazione Walser dei territori più alti (Rima, Carcoforo) ha goduto della fusione culturale. Il centro abitato è abbracciato da alcune piccole quanto graziose frazioni: Campo Ragozzi, Dorca, Ferrate, Priami, Balmelle, Cà di Zelle, Oro, Molino, Piè di Rossi, Munca. Nel 1479 Rimasco si separò dalla parrocchia di Boccioleto, divenendo comunità religiosa autonoma. Una parte del territorio di Rimasco è protetto dal Parco Naturale Alta Valsesia. Dal 2018 è un Comune unico con Rima San Giuseppe e ha assunto la nuova denominazione di Alto Sermenza.

Arte e cultura


Poco prima dell’ingresso nel centro di Rimasco si è accolti dall'affresco della “Gloria della Vergine” che campeggia sulla facciata della chiesa parrocchiale dell’Assunta, in frazione Ferrate: la tradizione vuole che sia stata eretta per via di un evento miracoloso legato ad un’icona mariana. Poco distanti, sono degni di nota anche gli affreschi conservati nell’oratorio di San Giovanni Battista attribuiti a Teseo Cavallazzi (XVI secolo). Stilisticamente affini, questi edifici sono ingentiliti dai tipici porticati ritmati da colonnine e coronati da imponenti campanili dalla guglia appuntita. Dal laghetto si nota bene come Rimasco sia tutta raccolta intorno ad un caratteristico nucleo di case dalla solida architettura in pietra. Nei pressi dell’incontro dei torrenti Egua e Sermenza sorge la chiesa parrocchiale dedicata a san Giacomo, rimaneggiata fino ad assumere le forme attuali entro il 1688. Al suo interno spicca l’altare maggiore, costruito in legno su un tabernacolo piramidale e arricchito dalle sculture che ritraggono san Giovanni Battista e san Giacomo. Alle pareti laterali sorprendono alcuni lacerti di affreschi del XV secolo raffiguranti i mesi e il lavoro dell’uomo, unico esempio in tutta la valle. Le zone alpigiane soprastanti l’abitato sono ricche di fascino ambientale ed etnografico: riportano alla mente la vita delle origini stanziali dei primitivi villaggi, lo scambio culturale tra le popolazioni Walser – giunte da Rimella e dalla Res di Fobello –  e quelle propriamente valsesiane. In frazione Dorca si può ancora vedere una torba Walser del XVII secolo. La Sagra della Miaccia è una manifestazione tradizionale di Rimasco divenuta famosa ben oltre i suoi confini. Di solito si svolge il 16 agosto. La Miaccia è uno degli alimenti tipici dell’alta Valsesia e la sua preparazione è resa nota nei documenti sin dal XV secolo. Si tratta di una sorta di cialda fatta con farina bianca, latte e uova, cotta sul fuoco con un apposito utensile formato da due piastre rotonde di ferro con lunghi manici. Esiste la doppia variante di impasto, più croccante o morbida, eventualmente farcita con toma e salumi o marmellate.

Le tracce della cultura comunitaria Walser si ritrovano passeggiando tra le viuzze di Rima: in quell’architettura tipica che unisce il legno alla pietra, nella conformazione dell’abitato, negli abiti tradizionali indossati durante le feste, nei profumi della tavola. Infatti, Rima è un paese che ha saputo fondere sapientemente la sua lunga e ricca storia di derivazione Walser con gli echi della modernità e della dinamicità sociale ed artigianale ereditata durante il XIX secolo, il periodo d’oro dell’emigrazione che fruttò una grande ricchezza economica grazie soprattutto dalla tecnica del Marmo Artificiale. Con questa speciale lavorazione, per decenni tramandata esclusivamente di padre in figlio ed esportata nelle corti e nelle grandi città europee ed extraeuropee, si riesce a riprodurre perfettamente l’estetica del marmo naturale con un impasto a base di scagliola. A questa tecnica artigiana divenuta vera arte è dedicato oggi un Museo-Laboratorio, dove si possono frequentare specifici corsi per apprenderne il segreto. Nell’Ecomuseo di Rima non si può perdere il Museo Gipsoteca “Pietro Della Vedova” dedicato all'omonimo scultore (1831-1898) che volle costruirsi una Casa-Museo immersa in un bosco di larici per ospitare i suoi lavori in gesso. Anche se l’artista morì prima della realizzazione della Gipsoteca, questa venne terminata dai suoi concittadini che vi sistemarono una raccolta di circa duecento pezzi tra gessi e bozzetti in terracotta, una panoramica completa delle opere dello scultore. Tra i luoghi di fede un’attenzione particolare merita il santuario della Beata Vergine delle Grazie, all’ingresso di Rima. La struttura risale al 1480 ma assume le forme attuali dopo diversi ampliamenti – l’ultimo nel 1752. All'interno si trovano opere straordinarie, come l’altare ligneo realizzato dai fratelli Giavina, rimesi, gli affreschi di Antonio Orgiazzi il Vecchio e Lorenzo Peracino. Al centro del paese sorge la chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista, eretta in forme neoclassiche nel corso del Seicento su un precedente oratorio cinquecentesco. La chiesa presenta una pianta a croce latina, un profondo abside quadrato, due altari laterali e la nicchia atta ad ospitare l’antico fonte battesimale in pietra e legno. Dell'edificio cinquecentesco si conservano diversi arredi e sculture lignee come, ad esempio, una porzione di altare piramidale, un crocifisso e angeli porta candele. L'interno è poi riccamente rivestito con lastre di marmo artificiale realizzate dalla famiglia Della Vedova. Dietro la chiesa si sviluppa l'antico campo santo. A San Giuseppe spicca la chiesa dedicata all'omonimo santo, eretta entro il 1754 su progetto di Giovanni Morondi. L'interno si presenta a pianta ovale con cappelle laterali e vi si conservano opere pittoriche di Antonio Orgiazzi il Vecchio, di Carlo Borsetti, del Tabacchetti e di Giuseppe Pianca.

Sport


La catena alpina che abbraccia Rima e la ricca rete sentieristica che circonda il paese di Rimasco offrono un gran numero di sentieri adatti al trekking in estate o alle ciaspolate e allo sci alpinismo in inverno. Grazie ai numerosi corsi d’acqua presenti, nei mesi più freddi gli scalatori delle cascate di ghiaccio hanno solo l’imbarazzo della scelta e, nei mesi estivi, l’abbondanza di acque torrentizie che caratterizza la morfologia di questa area, unitamente al lago artificiale, garantisce la pratica della pesca sportiva. L’arrampicata classica è praticabile anche per un tratto della cresta Nord del Tagliaferro o sullo Spigolo Chiara del Piglimò. Un’altra attività di grande richiamo, anche internazionale, è quella della pesca sportiva: il torrente Sermenza offre una riserva di alta montagna che si snoda per circa 3 Km e che corre accanto alla strada che conduce a Rima. Grazie invece alla palestra di roccia “Guido Filisetti” anche gli amanti del climbing possono esercitarsi comodamente in questa disciplina. Negli ultimi anni Rimasco ha conosciuto una crescita turistica grazie alla realizzazione di un bob estivo su rotaia. Si pratica nell'area di un ex impianto sciistico riqualificato che si trova in località Pian della Ratta. La pista ha una lunghezza di 1,8 Km per un dislivello di circa 220 m.

Curiosità


Sono visibili tracce di civiltà precedenti al popolo Walser nell’alpe Vallè di Sopra e di Sotto: si tratta di reperti megalitici chiamati “Antiche dimore”, coppelle e impronte piediformi, forse lasciate da tribù liguri poi fusi con gli indigeni della valle. La tradizione popolare riferisce che, anticamente, i morti della Dorca venissero sepolti all'alpe Seccio, sopra Boccioleto, superando la cresta montana di spartiacque con la Val Cavaione. Molto partecipata è la Festa del Tiro che si svolge in gennaio tra San Giuseppe, Rima, Rimasco, Ferrate e Carcoforo: una gara di tiro al bersaglio con il fucile al quale seguono balli e banchetti.

Invalsesia stemma Altosermenza

Da non perdere

CHIESA PARROCCHIALE DI RIMA

Di forme neoclassiche, sorge su un precedente oratorio del Cinquecento e ne conserva alcuni arredi lignei


SANTUARIO B. M. V. DELLE GRAZIE DI RIMA

Al suo interno preziosi affreschi (il più antico del 1480) e uno splendido altare ligneo


GIPSOTECA E MUSEO DEL MARMO A RIMA

Fanno parte dell’Ecomuseo e raccontano la storia dei grandi maestri scagliolisti rimesi


CHIESA PARROCCHIALE DI RIMASCO E DI FRAZ. FERRATE

Le chiese maggiori rivestono una grande importanza dal punto di vista storico e artistico, e rappresentano un punto di partenza per la visita agli oratori circostanti


FUNBOB ESTIVO

Allestito nell’area di un ex impianto sciistico riqualificato corre su una pista lunga 1,8 Km


LE FRAZIONI DI RIMASCO

Una passeggiata nelle frazioni e tra gli alpeggi del territorio offre la possibilità di conoscere anche le bellezze meno note di questi antichi insediamenti

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