Capitolo 4
L’Uomo Selvatico di Otro
Val d'Otro - Alagna Valsesia
Quando la luce si dissolse, i bambini si ritrovarono su un pendio innevato, circondati dai larici dell’Alta Val d’Otro.
Il cielo era limpido, blu notte, trapunto di stelle.
Giovanni si guardò intorno stupito.
«Siamo… dall’altra parte della montagna?»
Brina annuì: «Il Passaggio degli Antichi è vecchio quanto la valle. Ma non si apre quasi mai.»
Tra le rocce, una figura emerse silenziosa: un vecchio dalla barba lunghissima e dall’aspetto selvaggio.
I suoi occhi brillavano come brace nella neve.
«Non siete al sicuro» disse con voce profonda.
«Un potere antico vi insegue… e non vuole che troviate la Luce.»
Brina lo riconobbe:
«È l’Uomo Selvatico! Il guardiano silenzioso dell’Otro!»
Il vecchio li studiò con attenzione, poi posò una mano sulla spalla di Lucia.
«La montagna ascolta tutto. E oggi… grida.»
Improvvisamente, un bagliore scuro attraversò il bosco: l’ombra di Nivaria.
Si muoveva tra i tronchi come uno scuro vento gelido, osservandoli.
Rubino svolazzò agitato, emettendo piccoli richiami concitati.
«È qui! Sta cercando di chiudere il varco!» gridò.
L’Uomo Selvatico indicò una direzione:
Un raggio dorato, come una piccola stella caduta, si alzò tra i rami, disegnando un sentiero luminoso.
«Seguite questa luce,» disse.
«Vi porterà lontano da lei… ma fate in fretta. Il tempo è poco.»
La neve iniziò a cadere improvvisamente, grossa, fitta, come se volesse nasconderli.
Nivaria sibilò nel vento.
Lucia prese per mano il fratello.
«Andiamo!»
E così, guidati dal bagliore dorato e protetti dalle parole dell’Uomo Selvatico, i bambini iniziarono la discesa verso Alagna, mentre un’ombra fredda li tallonava da vicino.
